Il ruolo dell’alimentazione e dello stile di vita nelle MICI
Le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI), tra cui la malattia di Crohn e la colite ulcerosa, sono influenzate da molteplici fattori, tra cui lo stile di vita e l'alimentazione.
Sebbene non esista una dieta universale che possa guarire le MICI, la comunità scientifica è concorde nel ritenere che prestare particolare attenzione all’alimentazione, praticare regolarmente attività fisica – anche moderata – ed evitare cattive abitudini – come il fumo - può avere un impatto nella gestione dei sintomi.
Infatti, una buona salute intestinale generale contribuisce a mantenere la corretta integrità della parete intestinale, modula l’infiammazione e regola il sistema immunitario.
Prediligere alimenti ricchi di antiossidanti, omega-3 e probiotici ed evitare alimenti ad alto contenuto di grassi saturi e zuccheri aggiunti può contribuire a supportare la salute intestinale e migliorare la qualità della vita dei pazienti con MICI.
Principi generali della dieta nelle MICI [1]
Le raccomandazioni dietetiche per le MICI si basano su principi generali di equilibrio nutrizionale e modifica della dieta in base ai sintomi e alle esigenze individuali. È importante consultare un medico o un dietologo prima di apportare modifiche significative alla propria dieta, in modo da personalizzare l’alimentazione il più possibile secondo le proprie esigenze.
Ridurre i cibi favorenti l'infiammazione:
Alcuni alimenti possono aggravare l'infiammazione: ad esempio i cibi ricchi di grassi saturi, zuccheri raffinati e alcuni additivi alimentari. Limitare questi alimenti può aiutare a ridurre l'infiammazione intestinale.
Aumentare l'apporto di cibi di supporto alla riduzione dell'infiammazione:
Alimenti ricchi di omega-3, come il pesce grasso, e fonti di antiossidanti, come frutta e verdura colorata, possono supportare la riduzione dell'infiammazione.
Prestare attenzione alle fibre:
Un'adeguata assunzione di fibre è essenziale per la salute intestinale, ma in alcune fasi delle MICI, particolarmente durante le riacutizzazioni, cibi ad alto contenuto di fibre possono aggravare i sintomi; perciò, è consigliabile ridurne al minino l’assunzione, almeno temporaneamente.
Idratarsi adeguatamente:
Mantenere una buona idratazione è fondamentale, soprattutto durante i periodi di attività della malattia, per compensare le perdite di fluidi.
Assumere integratori, se necessario:
In base alle esigenze individuali, possono essere raccomandati supplementi di vitamine e minerali, come ferro, calcio, e vitamina D, per prevenire o correggere le carenze nutrizionali.
Alimenti da limitare o evitare
Alimenti da prediligere
Una nota sulla modalità di cottura: per facilitare la digestione, i cibi dovrebbero essere possibilmente cotti in umido, a vapore, brasati o leggermente grigliati. È invece bene evitare il più possibile la frittura.
Ricordiamo che adottare una dieta che possa avere un impatto sulla gestione delle MICI richiede un approccio personalizzato e il supporto di professionisti della salute.
Altri aspetti dello stile di vita
Le raccomandazioni dietetiche possono variare notevolmente tra individui. Per tutti – anche per chi non soffre di MICI ma ci tiene alla salute del proprio intestino, è raccomandato adottare delle buone regole nello stile di vita. Tra queste:
Praticare regolarmente attività fisica
Praticare regolarmente attività fisica, anche moderata, almeno 30 minuti al giorno, è un ottimo modo per mantenere il benessere intestinale.
Attività “dolci”, non intense, ad esempio sono: stretching, yoga, camminare. Per chi ha una MICI praticare attività fisica anche un po’ più intensa nei periodi di remissione non è sconsigliato.
Il legame tra attività fisica e prevenzione delle patologie intestinali è poco conosciuto ma molto importante.
Infatti, recenti studi mostrano che l’attività fisica regolare è il miglior alleato per controllare il grasso viscerale, che è un importante fattore di rischio per numerose patologie, anche dell’intestino. Infatti, il grasso viscerale crea una complessa rete di processi infiammatori che modellano le risposte immunitarie locali contribuendo allo stato dell'infiammazione intestinale.
Ulteriori studi dimostrano che l'esercizio fisico in individui fisicamente inattivi produce cambiamenti positivi nella composizione del microbiota intestinale. [2]
Non fumare
Il fumo di sigaretta è uno dei principali fattori di rischio per i disturbi gastrointestinali, come l'ulcera peptica, la malattia di Crohn e diversi tipi di cancro. I meccanismi proposti per spiegare il ruolo del fumo in questi disturbi includono danni alla mucosa, e un'alterata risposta immunitaria della mucosa stessa.
Curare la salute del sonno
La privazione o la cattiva qualità del sonno possono aumentare il rischio di condizioni mediche come l'ipertensione, l'obesità, l'ictus e le malattie cardiache. Studi recenti hanno suggerito che esiste una forte associazione tra i disturbi del sonno e le malattie gastrointestinali: infatti, la disfunzione del sonno è associata alla produzione di citochine proinfiammatorie. Alterazioni di queste citochine sono state osservate in alcune malattie gastrointestinali, come la malattia da reflusso gastroesofageo, la malattia infiammatoria intestinale, i disturbi epatici e il cancro colorettale. [3]
Fonti
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